
Jean-Claude si distaccò un po' da me e mi guardò alzando uno dei suoi perfetti sopraccigli <Di cosa, ma cherie?> sospirai <Di ieri...> <Hai qualche rimorso?> <No, assolutamente! Però... Quando mi sono svegliata tu non c'eri...> <Direi che è naturale, cherie! Come tu sai, di giorno sono costretto a non espormi...> annuii <Certo, lo so... Però non è di questo che volevo parlarti...> <Allora di cosa?> <Mi sono svegliata e... Sono andata in giro per i sotterranei...> avevo paura a continuare la frase, non volevo farlo... <E..? Ma cherie, parlami, ti prego!> <Ti ho visto...> Jean-Claude sorrise senza dischiudere le labbra, un sorriso amaro <E cos'hai provato? Che cos'hai pensato?> sospirai, era un sospiro tremante <Non so esattamente come spiegarlo... Ho sentito una morsa al cuore tremenda. Ho pensato che tutto ciò che era successo ieri notte era stata solo un'illusione, una dolce e sublime illusione. Ho pensato che tu in realtà non esisti, che sei solo un feticcio ambulante... E... Ho pensato che, nonostante tutte queste cose, non posso pensare di stare senza te...> sentii il dolce sorriso del master farsi spazio sul suo viso incantevole. Feci finta di non aver percepito il suo gesto e mi alzai andando verso la cucina: avevo bisogno di un caffè! Accesi la macchinetta e preparai la tazza, non chiesi nemmeno a Jean-Claude se ne voleva, sapevo già la risposta. Ero immersa nei miei pensieri, quando sentii l'abbraccio marmoreo del vampiro avvolgermi da dietro, chiusi gli occhi ed inspirai profondamente. Mentre il caffè iniziò a salire, prese a baciarmi il collo lentamente e con piccoli baci, io sorrisi e sospirai mentre versavo il caffè nella tazza <Sei incorreggibile, lo sai?> lui posò il viso sulla mia spalla e mi guardò con falsa innocenza, io alzai gli occhi al cielo e sospirai <Non avrei mai detto che tu, il master di St.Louis, potesse essere così delicato anche nella vita privata!> a quelle parole, Jean-Claude si alzò di scatto dalla mia spalla e sciolse l'abbraccio, era visibilmente offeso <Ma cherie! Come hai potuto pensare che nella vita privata fossi indelicato?! Mi offendi!> io alzai un sopracciglio e lo guardai sorpresa <D'accordo, ma calmati... Era solo un mio pensiero, niente di più!> lui mi guardò un po' storto e fece il muso, poi andò a sedersi sul divano. Scossi la testa, che elemento!! Bevvi un sorso di caffè, che però non mi andava più così lo buttai nel lavandino e andai a sedermi accanto al master <Scusami, non volevo offenderti...> mi guardò con un mezzo sorriso e mi diede un bacio tra il collo e il mento <Tranquilla... Ti senti bene? Quella lotta ti ha scosso? Vuoi parlarne, ma cherie?> io sorrisi e scossi la testa, visibilmente sorpresa di tanta preoccupazione <Sto bene, davvero...> il master abbassò lo sguardo un po' perplesso e... Dispiaciuto?! Perchè era dispiaciuto?! <Beh, peccato, cherie... Se eri scossa avevo giusto pensato a una cura personale...> sgranai gli occhi <Che genere di cura?!?> mi guardò e alzò un sopracciglio con un'espressione che lasciava ben poco all'immaginazione, io sorrisi e mi lanciai in una delle mie migliori esibizioni <A dire il vero... Oddio... Mi manca l'aria al pensiero di ciò che è successo questa notte! Oddio, Sono sconvolta! Anzi, SCOSSA!!> Jean-Claude mi sorrise sornione e mi spinse delicatamente per farmi sdraiare sul divano <Aspetta... Questa volta vorrei che fosse in un posto più comodo...> detto questo, mi liberai dalla sua mano affusolata e mi diressi in camera con un sorriso, mentre lui mi seguiva silenzioso come un felino all'attacco. Mi sedetti sul letto, lui mi imitò e mi baciò mentre mi accarezzava il fianco e mi slacciava lentamente la cinta della vestaglia. Non feci nulla, restai immobile tra le sue braccia, poteva trattarmi come una bambola. Lentamente mi svestì completamente e fece altrettanto con se stesso. Mi allargò lentamente le gambe e si sdraiò su di me baciandomi il collo, lì capii che sarebbe stata una cura assolutamente fantastica!
Sospirato Da TheDeadQueen
Il martedì, 18 agosto 2009
Alle 22:53
||commenti (6)||
Il mattino, almeno credo fosse mattino, dopo mi alzai un po' intontita, quel letto era estremamente comodo, faceva venir voglia di non alzarsi più. Mi stropicciai gli occhi tra le coperte nere e mi alzai lentamente. Infilai i pantaloni ed uscii dalla stanza di malavoglia. Non c'era nessuno, era tutto completamente deserto, mi sentii terribilmente male, la morte aleggiava nell'aria di quel luogo. Iniziai a vagare per le varie stanze del sotterraneo, finchè non incappai in una completamente buia, se non per due candelabri molto grossi che troneggiavano ai lati di una scalinata, su cui era posata una grossa bara nera, doveva essere il luogo dove riposava Jean-Claude. Pensai che, essendo tutto così buio, una sbirciatina dentro la bara non avrebbe infastidito il master: mi avvicinai lentamente alla bara e l'aprii, era molto pesante. Quel che vidi mi fece stringere il cuore in una terribile morsa, era questo ciò con cui ero andata a letto? Era questo ciò che mi aveva fatta star bene come mai prima? Era questo ciò di cui mi stavo innamorando? Un morto... Ecco cos'era in quel momento, un morto incantevole, certamente, ma pur sempre morto... <Buonasera Ms. Blake, buonasera Ms. Beckinsale> Anita ed io ci irrigidimmo all'istante, si preannunciava una bella sfida, forse avrei usato la mia pistola su un bersaglio "vivo" per la prima volta <Mi sembrava di avervi detto che non eravamo intenzionate ad accettare la vostra proposta, o siete qui per altro?> i vampiri si guardarono e poi si rivolsero ad Anita <A dire il vero siamo qui per dirvi che il nostro master non è stato felice di sapere che non volevate collaborare con noi...> Anita fece spallucce <La cosa mi è indifferente> il vampiro che non parlava mai s'incazzo all'improvviso e si lanciò verso Anita, io e lei sparammo all'unisono verso la sua testa: la cosa lo rallentò. L'altro vampirò si lanciò su di me, io estrassi il mio pugnale d'argento e lo conficcai vicino il suo petto, ma non nel cuore: ero completamente sotto di lui, poteva uccidermi da un momento all'altro! Sentii Anita lottare con l'altro, sicuramente stava puntando al suo cuore. Ad un certo punto, mentre lottavo, sentii il vampiro alzarsi di peso da me, strabuzzai gli occhi: Jean-Claude lo aveva scaraventato via, a metri di distanza da me, e mi fissava preoccupato. Anita nel frattempo si era sbarazzata del suo compagno di giochi <Grosso, muto e pure idiota! E tu che ci fai qui, Jean-Claude?> il master si voltò verso di lei <Proteggo la mia zona da vampiri poco educati..> detto questo si diresse verso il nemico e lo prese per il collo della camicia <Dì al tuo master che se ha problemi con me non deve far del male a chi mi è accanto, ma rivolgersi al sottoscritto e farsi avanti, come si conviene per chiunque si definisce master!> detto questo mollò a terra il vampiro, che se ne andò via correndo. Guardavo Jean-Claude con occhi tristi, Anita lo ringraziò, poi mi fissò con un sopracciglio alzato <Sei sconvolta...> il master si avvicinò a lei <Ma petite, prendi l'auto di Jasmine e vai ai tuoi appuntamenti... Ci penso io a riportarla a casa, in fondo non ti serve più a te, sbaglio?> Anita non perse nemmeno tempo a dirgli di non chiamarla "ma petite" e mi chiese le chiavi: gliele consegnai senza dire nulla e guardai Jean-Claude, che ricambiò lo sguardo <Andiamo... Grazie Anita, ci vediamo presto> lei annuì e si diresse verso la mia auto. Una volta giunti a casa mia, Jean-Claude aspettò in salotto che io mi facessi una doccia e mi mettessi in pigiama. Avevo scelto un pigiama viola scuro, senza disegni, e coprii il tutto con una vestaglia nera di seta. Mi sedetti accanto a lui, che mi mise un braccio dietro al collo e mi strinse a sè, facendomi posare la testa sul suo petto e accarezzandomi i capelli <Stai bene?> o sospirai e mi strinsi a lui <Dobbiamo parlare...>
Non so quanto tempo passò, però uscii di lì dopo qualche minuto, forse una mezz'ora. Uscii lentamente dal sotterraneo, il circo era deserto quanto ciò che avevo appena lasciato. Mi diressi verso la mia auto e andai a casa, avevo bisogno di una doccia. Passai il pomeriggio rannicchiata sul mio letto, il cuore sanguinava quanto aveva fatto la mia lingua la notte precedente. Alle 20 presi un CD dei DevilDriver e mi diressi verso la macchina: lo misi a volume alto e mi diressi al lavoro. Arrivata in ufficio concordai gli appuntamenti con Anita, i primi due zombie erano miei, lei aveva gli ultimi tre. Resuscitai i miei clienti senza problemi, poi ci avviammo verso il terzo e primo cliente per Anita. Scesi dall'auto dopo aver parcheggiato di fronte al cancello del cimitero: arrivammo alla tomba segnalata, ma non c'era nessuno ad attenderci, istintivamente tirammo fuori le pistole. Poco dopo ricomparvero i due vampiri che tempo prima ci avevano chiesto di uccidere Jean-Claude...
Sospirato Da TheDeadQueen
Il venerdì, 17 luglio 2009
Alle 00:08
||commenti (1)||
Erano passate settimane dal mio ultimo incontro con il master, eppure il suo profumo era ancora sul suo divano. Me ne stavo tranquillamente sdraiata a guardare un po' di televisione, quando fui presa da un attacco di sonno improvviso. Erano stati sogni tranquilli, gli ultimi, senza interventi di Jean Claude...Devo ammettere che un po' mi dispiaceva! Era un sonno agitato, mi rigiravo continuamente. Ad un certo punto mi ritrovai in un prato al chiaro di luna, vestita con un abito leggero sull'azzurrino <Jean Claude falla finita...> una risata alle mie spalle <Ma perchè, ma chérie?> <Perchè non è corretto in sogno!> <E allora vieni qui di persona, no?> mi svegliai di colpo, sudata. Due minuti dopo ero in auto, diretta verso il Circo dei dannati. Arrivai nella metà del tempo necessario, andavo come una scheggia. Scesi dall'auto e mi diressi a passo di carica verso il tendone principale del circo, una volta arrivata dissi che il master mi aspettava e mi permisero di passare. Mi accompagnarono ai sotterranei del tendone, ove Jean Claude riposava di giorno. Quando arrivai, era seduto tranquillamente sul divano più bello che avessi mai visto, era in stile barocco <Chérie! che piacere vederti! Cosa ti ha portata qui?> lo guardai sbigottita <Stai scherzando?!> <Assolutamente no, Jasmine...Pensavo che non volessi venire...> la vampira che mi aveva accompagnata uscì dalla stanza...Eravamo soli. Mi guardai intorno, cercando di evitare il suo sguardo penetrante...Non ci riuscii! <Siediti...> mi fece cenno di sedermi accanto a lui sul divano, obbedii. Mi scrutava come se fossi una strana forma aliena scesa sulla terra all'improvviso, ricambiai lo sguardo con decisione, lui sorrise. <Allora, perchè hai accettato il mio invito?> <Non lo so, sinceramente... Non volevo nemmeno farlo!> <Lo so, ma lo hai fatto... Quindi il tuo desiderio per me è superiore alla tua razionalità, o sbaglio?> <Purtroppo no, non sbagli...> mi costava ammettere che aveva ragione, ma non potevo mentirgli... Sorrise compiaciuto e si sporse verso di me, istintivamente, mi ritrassi all'istante. Mi guardò quasi ferito ma, nello stesso tempo, divertito. Si avvicinò ancora di più, ad una velocità impressionante, e mi baciò...Sgranai gli occhi, come aveva fatto?!?! <Tenti ancora di resistermi?> mormorò al mio orecchio, deglutii rumorosamente e sospirai, non riuscivo a resistere, era troppo forte il desiderio che provavo per lui! Lentamente mi distesi sul divano, sotto i suoi occhi vigili, e lo guardai silente. Presi le sue mani e lo tirai a me, non fece nulla per opporsi, poi portai le mie sui suoi fianchi e cercai le sue labbra. Prese a baciarmi dolcemente, la lingua si muoveva come un serpente nella mia bocca, io assaporai il suo leggero sospiro e ricambiai, toccando i suoi canini di tanto in tanto con la mia lingua, fino a graffiarmene la punta su di essi... Il sangue colò sulla sua, e i suoi occhi si fecero più profondi che mai. Prese ad accarezzarmi delicatamente i fianchi, per poi risalire verso le spalle, fino al collo, che iniziò ad accarezzare e a baciare. Mi lasciaii sfuggire un sospiro soffocato, che prese come invito, sorrise mentre mi continuava a baciare e prese a sbottonarmi la camicia. Scorreva veloce, bottone dopo bottone, come se fosse il gesto più naturale del mondo, fino ad aprirla completamente. Per tutta risposta, feci altrettanto, senza smettere di guardarlo per neanche un istante. Rimanemmo tutti e due senza camicia, i suoi pettorali contro i miei seni, la sua lingua intrecciata con la mia, come due fruste infuocate. Scese lentamente con le mani affusolate verso i miei jeans e li sbottonò di scatto, tirandoli gentilmente fino a sfilarmeli, poi fece lo stesso coi suoi. Non fui sorpresa di trovarlo privo di biancheria intima, non era tipo da indossarla sotto quei pantaloni di pelle così aderenti, lui, invece, sembrò quasi deluso nel vedere i miei slip, ma non disse niente e si sdraiò su di me, accarezzandomi i seni con lenti gesti circolari attorno ai capezzoli, quei mi fecero gemere, cosa che divertì il master. Scivolò sul mio ventre con le mani, fino ai miei slip, e li tolse con uno scatto felino. Lo guardai in silenzio, il respiro pesante, il battito accellerato. Allargò con gentilezza la mia gamba destra, per poi accarezzare delicatamente la mia intimità, un tocco leggero, poi scostò la mano e prese a farla scorrere dal basso ventre fino al mio collo, io chiusi gli occhi ed inspirai profondamente. Lentamente tornò completamente su di me, il suo corpo aderiva perfettamente al mio come due pezzi di un puzzle. Sfiorò le mie labbra <Prometto che lo ricorderai in eternità, chérie...> <Non vivrò in eternità...> <Non esserne certa...> pronunciate queste parole mi penetrò, fu un gesto inaspettato, che mi sorprese e mi lasciò senza fiato. Si mosse con estrema gentilezza e cautela, provocandomi continuamente spasmi di piacere, poco alla volta il movimento diventò sempre più audace e veloce, facendomi lanciare qualche gridolino acuto, cosa che gli piaceva, a giudicare dalla sua espressione. Continuammo così finchè il mio piacere giunse al limite, come il suo. Si alzò su di me, posandosi sulle proprie ginocchia e mi osservò. Era completamente sudato, come me del resto, il suo corpo era perfetto, facendo eccezione per la sua cicatrice sul petto, che riluceva ancora di più sul corpo madido di sudore. Con un gesto della mano, mi tolse una ciocca di capelli dal viso e la portò dietro al mio orecchio. Si alzò e sistemò un boccolo ribelle, guardandomi continuamente, ricambiai lo sguardo. Rimasi sdraiata sul suo divano, completamente nuda, il respiro ancora pesante, il cuore che tornava a battere normalmente, poco alla volta. Si rimise i pantaloni e si avvicinò a me <E brava la mia chérie...> mi diede un bacio sulla fronte e rimase a guardarmi. Mi misi a sedere e cercai i miei slip, che mi porse prontamente, li infilai e feci lo stesso con la camicia <Quante ore mancano all'alba?> <Circa 3...Perchè?> <Non voglio tornare a casa...> mi guardò in silenzio, immobile con una statua <Vieni con me..> mi alzai e lo seguii. Mi portò in una stanza con un enorme letto matrimoniale, a vederlo così sembrava del '700/'800, con lenzuola nere...Di una bellezza incantevole <Puoi dormire qui...Vorrei farti compagnia, ma purtroppo un piccolo problema mi costringe a dormire in un luogo più...Consono...Alla mia situazione> Lo guardai in silenzio e gli diedi un leggero bacio sulle labbra <Ti ringrazio, Jean Claude...> Lui sorrise ed uscì dalla stanza, mi sedetti sul letto e rimasi a guardare la porta, ancora sconvolta per ciò che avevo fatto...

Pic ©opiumpinkprincess
Sospirato Da TheDeadQueen
Il martedì, 10 giugno 2008
Alle 00:23
||commenti (3)||
Parlai con Anita di ciò che era successo, rimase pietrificata. <Tu sei matta! No! Edward non può avere una vita sentimentale! Non è nella sua natura!> <Oh...Ti assicuro che di sentimentale non c'è stato un bel niente! Quel bell'imbusto se nè andato mentre ancora dormivo!> <è tipico di Ed...Tranquilla> <TRANQUILLA?! DOVREI STARE TRANQUILLA?!? SONO ANDATA A LETTO CON UN MALEDETTO CHE NON SI E' NEMMENO PERMESSO DI ASPETTARE CHE MI SVEGLIASSI E ORA JEAN-CLAUDE SARA' FURENTE CON ME E CON LUI!!> <Eh, lo so...Questo è un bel problema...Jean-Claude odia essere respinto!> sgranai gli occhi al pensiero di ciò che avrebbe potuto farmi il master se solo avesse veramente perso la pazienza con me, non volevo pensarci! Quella sera avevamo avuto pochi clienti, così all'una ero già a casa...Avrei desiderato avere tantissimi clienti e tornare a casa alle 5 del mattino, visto ciò che mi aspettava fuori dalla porta del mio appartamento: Jean-Claude mi era a braccia incrociate, appoggiato al muro con una faccia durissima. Deglutii a fatica, sarei morta in pochi minuti, me lo sentivo! Mi avvicinai all mio appartamento a passi lenti, lui non mi guardava. Quando arrivai davanti a lui mi voltai e lo guardai <Ciao, Jean-Claude...> <Jasmine, dobbiamo parlare> *Dovevo immaginarmelo! Dannazione a me e dannazione a Edward!* Aprii la porta di casa ed entrai aspettandomi che il master mi seguisse, ma quando mi girai lui era ancora fuori <Che fai lì?> <Non posso entrare senza il tuo invito...> <Oh, beh...Sei invitato in casa mia...> il master entrò in silenzio e richiuse la porta dietro sè. Lo invitai a sedersi, lui si accomodò. Portava una delle sue tante camicie bianche ornate di pizzi, un paio di pantaloni neri con decorazioni in oro, un paio di stivali sopra i pantaloni e un cappotto nero lungo fino alla metà del suo polpaccio, insomma, era divino come sempre! Andai in camera e posai il giaccone, avevo un maglione panna molto pesante e un paio di jeans, avevo tolto le nike perchè non volevo sporcare per terra. Mi diressi verso il salotto e mi bloccai sulla porta della camera, vedere il master comodo sul mio divano che si guardava intorno era una visione favolosa! Mi diressi alla poltrona sforzandomi di non guardarlo negli occhi e lui mi seguì con lo sguardo, era divertito dalle molteplici peripezie che facevo per non guardarlo. mi sedetti e appoggiai i piedi sulla poltrona, in modo da poter accomodare il mento sulle ginocchia <Allora, cosa devi dirmi?> <Stai lontana dalla morte!> <Chi ti credi di essere per dirmi cosa devo o non devo fare?> <Ti dico solo di stargli lontana! Tu sei mia, Jasmine!> <IO NON SONO DI NESSUNO> mi accorsi di essere scattata in piedi, furiosa, per tutta risposta il master scomparve dal divano e mi prese da dietro <Tu sei mia, punto e basta...Non puoi oppormi resistenza!> <Preferisco stare sola per sempre, piuttosto che essere tua!> rise, una risata roca, non la solita risata che ti fa sentir coccolata...Quella risata dava i brividi. Mi passò una mano tra i capelli corvini e ne prese una ciocca tra le dita sottili, portandosela al viso per annusarla, poi mi lasciò di scatto, tanto che barcollai. <Non ti conviene farmi arrabbiare, Jasmine...Sappilo> detto ciò, scomparve...
Sospirato Da TheDeadQueen
Il domenica, 13 gennaio 2008
Alle 01:19
||commenti (4)||
Chiusi la porta a chiave e posai il cappotto sul divano, mancavano solo 2 settimane a Natale e faceva un gran freddo. Guardai Edward un po' stranita <Ciao..Ehm, che ci fai qui?> lui mi guardò divertito <Ti aspettavo...> <Ah, questo spiega tutto. Ovviamente avrai anche una buona scusa per spiegarmi il fatto che sei in casa mia, vero?> <A dire il vero...No> sgranai leggermente gli occhi e guardai Edward <Mi dai il tempo di una doccia?> lui annuì sorridendo. Mi feci una doccia bollente e misi un pigiama grigio con un'immagine di una scimmietta a testa in giù. Quando giunsi in salotto, Edward si voltò verso di me e scoppiò a ridere <E quello cos'è?> <CHIUDI IL BECCO, MASCHIO MALEDUCATO!!> per tutta risposta, rise ancora più forte di prima. Andai in cucina imbronciata a preparare il caffè e urlai <SE VUOI IL CAFFE' TE LO FAI! SCORDATELO DA PARTE MIA> quando finii di strillare, era sulla porta appoggiato con la spalla sinistra e mi sorrideva <Che hai da guardare?> <Assolutamente niente, a parte il tuo buffo pigiama> lo guardai offesa <Non è buffo, è coccoloso!!> <Certo certo, coccoloso...> <Smettilaaaaaaaaa> fece due passi avanti e mi si parò davanti <So che sei stata con Jean-Claude...> <No, non è vero! Ho rifiutato...> <Lo so, ma in realtà non volevi farlo...Vero?> Non potevo mentirgli! Abbassai lo sguardo verso terra e sospirai <Come immaginavo...Jasmine, io persone come lui le uccido, lo sai?> <Sì, infatti me l'ha fatto notare anche il master, stai tranquillo...> <Allora cosa pensi di fare? Lui ti propone la vita eterna...Io non ti ho proposto assolutamente niente...> Chiusi gli occhi e mi appoggiai al pianale. Ero attratta da Edward, lo ammetto, ma nello stesso tempo lo ero anche di Jean-Claude. Nella mia testa c'era un susseguirsi di sentimenti contrastanti a cui non sapevo tener testa. Guardai Edward come per implorarlo di darmi una mano a capire ciò che avevo dentro, ma il suo sguardo era vuoto totalmente, freddo come quello di un lupo nella neve <Non so cosa risponderti, Edward...> <Capisco...In tal caso, credo sia meglio lasciar perdere finchè non avrai deciso> fece per voltarsi, ma lo presi per un braccio e lo portai a me, baciandolo. Sul subito non ricambiò, ma alla fine cedette. Quello che successe dopo potete ben immaginarlo. Fu strano, decisamente troppo strano per i miei gusti. Non mi era mai capitata tanta lussuria prima. Il mattino dopo, quando mi svegliai, Edward non c'era più.
Sospirato Da TheDeadQueen
Il giovedì, 27 dicembre 2007
Alle 00:22
||commenti (2)||
Ero ancora furente con Jean-Claude benchè fossero passate due settimane dal nostro incontro. Ero in auto con Anita, ci stavamo dirigendo verso il nostro prossimo cliente, ed ero più silenziosa del solito. Anita mi guardò storcendo il naso <Che diavolo ti prende?> <Assolutamente niente, perchè?> <Perchè? Sei silenziosa peggio degli zombie che resuscitiamo!> la guardai sgranando leggermente gli occhi prima di ritornare con lo sguardo sulla strada <Non ho assolutamente niente...Davvero..> lei mi guardò un po' sconvolta <Se lo dici tu...Senti, domani è anche il tuo giorno libero, vero?> <Sì, perchè?> <Beh, pensavo che sarebbe carino se venissi con me e Richard al Lunatic Cafè...> <Non voglio fare la terza incomoda, Anita, lo sai bene..> <Lo so...Ma, diciamo che ti posso trovare un accompagnatore...> <Un'uscita a 4? Non me lo sarei mai aspettato da te...> lei sorrise e io la imitai <Beh, diciamo che si tratta di Edward..> inchiodai di scatto <NO! ASSOLUTAMENTE NO!> lei si accigliò <Oh santo cielo, che è successo? Quando ti ha baciata non sembravi così schifata...> io non risposi. Eravamo arrivate al cimitero ma il nostro cliente non si vedeva <Ma che diavolo...Dovrebbe essere già qui...> <Già, non mi fido molto...Queste sono le situazioni in cui vengo sempre "casualmente" attaccata...> la guardai sconvolta <Potrebbero attaccarci?> <Diciamo che è una possibilità..> deglutii a fatica e misi la mia mano vicino alla fondina ascellare che conteneva la mia Browning Hi-Power, il tutto ovviamente comprato sotto consiglio di Anita, che mi aveva personalmente insegnato a sparare con proiettili d'argento. Aveva detto che mi sarebbe sicuramente servito, lavorando come risvegliante a St. Louis insieme a lei. Uscimmo tutte e due di scatto dalla macchina e ci dirigemmo al cimitero, i nostri nemici altrimenti non si sarebbero fatti vivi. Non eravamo nemmeno a mezzo cimitero che 2 figure comparvero da dietro due lapidi e si misero a camminare verso di noi <Merda!> <No, vampiri..> guardai Anita <Vampiri? Perchè mai ci dovrebbero attaccare dei vampiri...Non penserai mica che Jean-Claude...> <Non tutti i vampiri sono comandati da Jean-Claude> fummo interrotte da un finto colpetto di tosse <Buonasera, signore!> <Buonasera un cavolo! Che cosa volete?> il vampiro ci guardò sorpreso, erano due maschi decisamente alti e muscolosi, con i capelli fino sotto la spalla, non capivo il colore al buio <Beh, non era questo il comportamento che mi aspettavo usaste coi vostri clienti...> evidentemente sgranai gli occhi per la sorpresa, perchè l'altro vampiro rise, sicuramente di me. <Voi i nostri clienti? E a cosa vi servono due risveglianti?> <Beh, voi siete la sterminatrice, no?> <Sì, così dicono, ma questo che c'entra?> <Vorremmo ingaggiarla per uccidere un vampiro> io sgranai nuovamente gli occhi <Vampiri che assoldano cacciatrici di vampiri per uccidere altri vampiri?> mi ero resa conto del gioco di parole, ma non sapevo in che altro modo esprimermi. Il vampiro che aveva parlato mi guardò <Esattamente! Siamo qui per conto del nostro master...Vorrebbe che voi due uccideste il master della città...Sapete, gli farebbe molto piacere diventare lui il master...> sia io che Anita guardammò il vampiro incredule <State scherzando?> <No, sono serissimi, Jasmine...> mi voltai verso Anita <NON POSSIAMO UCCIDERE IL MASTER!> <Lo so bene, infatti non intendo accettare il vostro caso, signori! Dite al vostro master che, se vuole uccidere il master della città, dovrà farlo da solo> il vampiro che non aveva mai parlato ci guardò con ira, ma l'altro gli fece cenno di stare fermo <Come desiderate, vi faremo sapere come l'ha presa> sia io che Anita annuimmo e attendemmo che i vampiri scomparissero alla nostra vista prima di tornare in auto. Anita era infuriata <Dobbiamo avvertire Jean-Claude> la guardai a occhi sgranati <dobbiamo? No no, io non ci parlo con quello là!> lei mi scrutò nel buio <Ora mi dici che cazzo è successo tra te e Jean-Claude...SUBITO!> la guardai imbronciata, poi sospirai e le raccontai tutto. A fine racconto era a dir poco sconvolta <Tu, lui...COSA?> la guardai vergognandomi di me stessa <Mi dispiace, Jasmine, dobbiamo andare a parlare con lui> sospirai e misi in moto l'auto. Arrivammo al Guilty Pleasures mezz'ora dopo. Una volta scesa dalla macchina guardai l'insegna del neon che sanguinava nella notte e sospirai. Quando entrammo ci fecero togliere i crocifissi poi Robert ci condusse dal master. Quando entrammo era seduto sul divano di pelle e ci guardava con nutrito interesse <Anita, Jasmine! Che bella sorpresa! Prego, accomodatevi> Anita si sedette sul divano di fronte al vampiro, io rimasi in piedi e non lo guardai. Nell'attimo in cui lo vidi impiazii, aveva una camicia bianca aperta su tutto il petto perfetto e la cicatrice a forma di crocifisso splendeva sul suo torace, mi ci volle tutta la mia volontà per distogliere lo sguardo. Evidentemente, Jean-Claude se ne accorse, perchè rise e si sfiorò il capezzolo della parte del petto ove la cicatrice troneggiava <Vuoi sfiorarla di nuovo, chèrie?> <Lurido bastar..> <Jean-Claude siamo qui solo per avvertirti che in città c'è un master che ti vuole morto. Ha mandato due suoi scagnozzi per assoldare me e Jasmine...Voleva che ti uccidessimo> il vampiro sembrò sorpreso della notizia <Oh, e voi avete accettato?> <Che domande, ovvio che non lo abbiamo fatto!> <Peccato...> mormorai <Ti ho sentita, chérie! So che al momento mi odi, ma presto capirai perchè l'ho fatto...Era una...Prova?> <LURIDO PEZZO DI MERDA! MA CHI TI CREDI DI ESSERE, EH?! PENSI CHE IO SIA UNO DEI TUOI SERVI ZANNUTI?! NON CREDO PROPRIO!> evidentemente il mio sclero divertì il master, perchè iniziò a ridere, una risata calda e stupenda che mi avvolse come una coperta calda e morbida. Anita sembrò stufa dei giochetti di Jean-Claude <Ora ce ne dobbiamo andare, ciao Jean-Claude...Ci vediamo> <Oh, contaci, ma petite>. Accompagnai Anita a casa e me ne tornai anche io a casa mia. Quando aprii la porta trovai una sorpresa, Edward era seduto in soggiorno.
Sospirato Da TheDeadQueen
Il lunedì, 17 dicembre 2007
Alle 19:00
||commenti ||
Il terrore che provavo in quel momento era palpabile come qualsiasi oggetto presente in quella stanza. Jean-Claude era completamente padrone di me, non potevo assolutamente muovermi o liberarmi dalla sua presa saldissima. <Suvvia, chérie, stai calma!> <Come diavolo faccio a stare calma? Stai per mordermi dannazione!> <Chi ti ha detto che voglio morderti?> lo guardai sconvolta <SEI SOPRA DI ME CON LE ZANNE A POCHI CENTIMETRI DAL MIO COLLO! COSA DOVREI PENSARE?!> <Beh, non è detto che voglia usarle. Magari voglio solo accarezzare il tuo collo con le mie labbra, che ne pensi?> una risata mi salì in gola, era una risata nervosa <Non penso...> <Pensi sbagliato, chérie! Questa notte non ho intenzione di morderti, anzi...> lo guardai ancora più sconvolta, la mia voce si fece stridula <E COSA VORRESTI FARE?!> <Beh, diciamo che la tua compagnia sotto le coperte in sogno è piacevole, molto piacevole...Vorrei provarla anche di persona...> <TU SEI COMPLETAMENTE ANDATO DI TESTA!> rise, la risata più bella del mondo, avrei voluto baciarlo solo per quel suono melodioso che emetteva <Oh, ma chérie! Cosa credi che cambi di persona dal sogno? Pensi che ti sentiresti più impura di persona? Spiegami, illuminami!> <Tu...Tu non puoi capire! Edward ci farà a pezzi se...Hai capito, no?> sorrise senza mostrare le zanne <Certo che ho capito, ma la morte non ci potrebbe fare assolutamente nulla, non avete un legame, giusto?> <No, c'è stato solamente un bacio, nient'altro...> <Allora sarebbe del tutto legale e assolutamente non immorale!> pronunciò la parola immorale in modo che sembrasse vagamente oscena. Chiusi gli occhi e degluii lentamente, ma non feci in tempo a riaprirli che il master mi aveva già baciata. Aveva labbra di velluto, morbide e lisce. Ancora oggi non so perchè lo feci, ma ricambiai il bacio lasciandomi andare. Quando la mia lingua incontrò le zanne indugiai, ma Jean-Claude si strinse ancora di più a me e intensificò il bacio. Pochi minuti dopo si staccò e rimase in silenzio fissandomi coi suoi occhi blu come l'oceano, io feci altrettanto, incapace di proferir parola. Non so ancora cosa vide in me, però si alzò e si mise alla scrivania <Puoi andare, Jasmine...Non ti obbligherò ad avere un rapporto con me di persona...Ti sentiresti troppo impura...Peccato che non capisci che anche in sogno lo sei...> lo guardai sconvolta e indignata allo stesso tempo <TU! Tu mi hai baciata per mezz'ora buona e ora mi mandi via?! Cioè..Tutto il discorso di prima? Ah, lascia stare! Almeno Edward le cose le fa per bene! Addio, Jean-Claude!> uscii da lì sbattendo la porta e me ne tornai a casa furente.
Sospirato Da TheDeadQueen
Il sabato, 17 novembre 2007
Alle 01:01
||commenti (6)||
Due giorni dopo il bacio di Edward ricevetti un biglietto da parte di Jean-Claude che diceva: "Voglio vederti, questa notte al circo dei dannati, ma chérie!". Anche se titubante, no dissi niente ad Anita e decisi di andare, pur preparandomi a dovere: pistola con proiettili d'argento e due pugnali d'argento, come mi era stato insegnato dalla migliore! Arrivai al circo verso le 21.30, non sicura che Jean-Claude fosse già sveglio. Una volta dentro chiesi di lui, appena fatto il mio nome fui accompagnata in un tendone enorme e, in seguito, alla porta di un ufficio. Mi dissero che dovevo aspettare qualche minuto perchè il master era impegnato, avrei scommesso che si stava nutrendo per non rischiare di mordere me! Alle 21.45 mi permisero di entrare, con una spiacevole sorpresa: Jean-Claude non era solo, ma era in compagnia di 4 ragazzi e 3 ragazze. La cosa mi puzzava alquanto. Entrai con passo deciso e andai dritta verso il master, che era seduto sul divano più lontano dalla porta, bello come non mai, con indosso una maglia di velo bianca infilata dentro dei pantaloni neri, accompagnati dagli ormai immancabili stivali <Volevi vedermi?> <Sì, ma chérie! Vuoi accomodarti?> fece segno sul posto vicino al suo, quello nel mezzo del divano, IO sedermi in mezzo a due vampiri? Mi aveva presa per stupida? <No, grazie> scoppiò in una risata melodiosa, che mi avvolse di colpo, facendomi rabbrividire <Oh, ma chérie! Sei così simile ad Anita, si vede proprio che è la tua maestra! Tra un po' ti vedrò andare a caccia di vampiri con lei...> lo guardai torva <Non sono affari tuoi, Jean-Claude...Mi hai detto che volevi vedermi, bene, eccomi qui! Parla!> mi scrutò coi suoi occhi blu come la notte e sorrise <Come desideri, Jasmine. Ho saputo che hai stretto i rapporti con la morte...> pronunciò la parola "rapporti" in modo che sembrasse oscena. Ripresi fiato e annuii <Si è così, perchè?> <Beh, ma chérie, la morte per noi è un gran pericolo, non è molto carino che tu esca con lui.> <Io non ci sono uscita> <No, infatti, l'hai fatto entrare in casa tua e vi siete pure baciati...> lo guardai torva <Ti crea dei problemi la cosa?> senza che me ne accorgessi, era dietro di me. Mi prese le braccia e appoggiò la bocca al mio orecchio sussurrandomi <Forse, ma chérie, forse...> rabbrividii per il modo in cui lo disse. Ero incapace di muovermi, con gli sguardi divertiti dei presenti nella stanza. Jean-Claude portò le sue mani dalle braccia ai fianchi e io trasalii, suscitando risate tra gli ospiti maliziosi del master <Fa la dura, ma ti desidera, master!> <Lo so, lo so...E io desidero lei> Guardai il ragazzo che aveva parlato, lui fece altrettanto e mi sorrise...Niente zanne! <Com'è che non hai le zanne?> <E' un licantropo, ma chérie!> il licantropo mi guardava fisso negli occhi <Ah, è così! E dimmi, ci si abitua prima alla coda o alle pulci?> il ragazzo mi guardò torvo e ringhiò <No! Non la puoi toccare!> <Scusi master...> Jean-Claude guardava il licantropo con aria furente <Tutti fuori, voglio parlare con Jasmine da solo!> a quelle parole, tutti si alzarono ed uscirono dalla stanza. Non volevo rimanere sola col master, sapevo che sarei caduta in qualche trappola <Ora che siamo soli, vuoi sederti?> annuii e mi sedetti sul divano più vicino a me, Jean-Claude fece lo stesso, nel mentre lo fissavo dubbiosa. <Allora, ma chérie! Ti piace la morte?> <Non sono affari tuoi...> <Oh, si che lo sono. Vedi, se tu diventi la ragazza della morte, io sarò obbligato a starti alla larga, cosa che proprio non voglio!> lo guardai seria mentre parlava <Perchè?> <Perchè non voglio? Be', semplicemente perchè voglio che tu diventi la mia compagna, chérie!> <Tu vuoi fare di me la tua serva umana?! SCORDATELO!> <Eh, è qui che sbagli, ma chérie...Io voglio fare di te la mia compagna eterna in tutto e per tutto...> <U...Una vampira?> <Esattamente, Jasmine.> <Tu sei folle! Non accetterò mai!> mi guardò come un bambino a cui si nega il giocattolo nuovo e lussuoso <Tu sarai mia, Jasmine!> lo guardai <Piuttosto la morte!> <Di quale morte parli?> lo scrutai <Umorismo vampiresco?> si lasciò andare in una risata melodiosa, che mi fece venir voglia di stringermi a lui. <Tu mi desideri, è inutile che lo neghi...> <Ok, non lo nego. Ti desidero, Jean-Claude e anche molto...> <Allora diventa la mia compagna!> <Non posso!> <Perchè ti comporti così?> si girò col viso dalla parte opposta alla mia, facendo cadere i lunghi capelli ricci sul volto. Il suo tono sembrava stanco e implorante, così tanto da farmi chinare verso di lui per vedere cosa potesse avere...Fu un grave errore: mi ritrovai distesa sul divano con lui sopra, il suo viso a pochi centimetri dal mio. Potevo sentire la sua eccitazione nell'aria come lui poteva sentire la mia paura. Si avvicinò ancora di più e io chiusi istintivamente gli occhi come per paura di essere fatta a pezzi, la sua risata mi riempì i timpani, stava iniziando a darmi sui nervi! Mi sfiorò le labbra, così aprii gli occhi di scatto guardandolo sconvolta, lui sorrise <Non temere, chérie, non farà male>
Sospirato Da TheDeadQueen
Il domenica, 04 novembre 2007
Alle 03:06
||commenti (2)||
Erano passate settimane dall'ultimo incontro con Jean-Claide, e ancora non capivo cosa volesse veramente da me. Il lavoro andava bene, Anita mi stava anche insegnando a sparare con la pistola, diceva che ne avrei avuto bisogno, nel caso il master volesse vedermi e io mi fossi rifiutata, ma c'era l'argomento Edward che proprio non riuscivo a spiegarmi. Dal giorno della cena, non si era più fatto vedere nè da me nè da Anita e, non so perchè, la cosa mi rattristava alquanto. Un venerdì sera (la mia giornata di riposo) ero tranquillamente sdraiata sul divano a guardare un film horror, di quelli hollywoodiani con effetti esageratamente sviluppati, quando qualcuno suonò il campanello. Svogliatamente andai ad aprire e, sorpresa sorpresa, era Edward! <Ciao...> <...Anita aveva ragione...Ti ho seguita perchè non volevo che ti accadesse qualcosa...> <E vieni a dirmelo dopo quasi cinque settimane?> <Dovevo pensarci bene...> <Capisco> non potei fare a meno di sorridere alla faccia imbarazzata di Edward. Il grande sicario, la morte, imbarazzato...Se non lo vedi, non ci credi! Mi feci da parte per farlo entrare, cosa che fece. Era vestito completamente di nero, come al solito, e i suoi capelli biondi erano dirati indietro con del gel. Andai in cucina per preparare del caffè e mi accorsi che mi seguiva, in silenzio. Mentre aspettavo che la macchina si scaldasse a sufficienza mi appoggiai al pianale della cucina, Edward era sulla porta e mi guardava <Guarda che non ti sparo, se entri in cucina...> sorrise ed entrò, con passo felpato e silenzioso, e si diresse direttamente accanto a me. Mi sentivo strana nell'averlo accanto, come se potesse farmi fuori da un momento all'altro, mi sentivo il suo sguardo addosso, così mi girai e aspettai che le tazze si riempissero, concentrandomi più del dovuto sulla scia di caffè che scendeva lentamente. Edward si mosse, sentii la sua presenza dietro di me, così mi girai di scatto, lui era a pochi centimetri, lo guardai nei suoi occhi di ghiaccio e inespressivi, mi mise le mani sui fianchi, trasalii al suo tocco, si avvicinò lentamente a me e posò le sue labbra sulle mie. Ero presa dal panico, ma non perchè mi stesse baciando, bensì perchè non avevo intenzione d'impedirglielo. Mi lasciai andare e ricambiai il bacio, stringendolo a me, con le mani sulla sua schiena, lui ricambiò il gesto, portando le mani dai fianchi alla mia schiena. Non sapevo cosa succedesse, sapevo solo che volevo baciarlo da un po', senza una spiegazione logica. Si staccò da me, mi guardò senza sorridere e disse <Ci vediamo, Jasmine Beckinsale...> a quelle parole restai bloccata accanto al pianale, guardandolo uscire dal mio appartamento in silenzio. Appena la porta si chiuse, corsi al telefono e composi il numero di Anita <Pronto?> <STO IMPAZZENDO!> <Oddio, Jean-Claude ti ha mandato altre rose?> <No, ma Edward è venuto a farmi visita, ammettendo che avevi ragione!> Anita rimase in silenzio, poi parlò <Ha ammesso che avevo ragione?> <Esatto> <Avanti, che altro è successo?> <Cioè?> <Jasmine, non sono nata ieri! Che è successo con Edward?> Deglutii a fatica, poi presi coraggio <Mi...Mi ha baciata> <COOOOOSA?!?> <Eh, non ho idea del perchè, ma temevo che avresti reagito così...> <A Jean-Claude non farà piacere...> <Jean-Claude non deve sapere tutto!> <E' qui che ti sbagli, lui sa sempre tutto...> <Cristo...Beh, grazie...A domani, Anita> <'Notte, Jasmine> Riagganciai e rimasi in silenzio, ferma. Spensi la TV e andai dritta filata a letto. Jean-Claude mi fece visita in sogno, quella notte.
Sospirato Da TheDeadQueen
Il giovedì, 25 ottobre 2007
Alle 23:22
||commenti (3)||
Due giorni dopo la faccenda di Jean-Claude, un ragazzo muscoloso, con lunghi capelli castani e occhi verdi mi consegnò 12 rose bianche con un biglietto chiuso. Quando suonò al mio campanello stavo ancora dormendo, così ci misi qualche minuto ad arrivare alla porta, quando aprii la porta, il ragazzo mi guardò <Ms. Beckinsale?> <Sì, sono io...> <Questi sono per lei...> Guardai i fiori un po' accigliata, poi di nuovo il ragazzo <Grazie...?> lui mi sorrise, era veramente affascinante, io ricambiai il sorriso e lo guardai allontanarsi in silenzio. Mi sedetti sulla poltrona più vicina, presi il biglietto e lo aprii, diceva: Mi scuso per la mia insensibilità, ma chérie, so di essere stato alquanto sgradevole nel mio comportamento. Spero accetterai questo dono come segno di scuse. Devo ammettere che rimasi alquanto colpita da quel dono. Misi le rose in un vaso che riempii d'acqua fresca e posai il tutto in salotto. Quello era il mio giorno libero, guardai l'orologio e imprecai <Quel dannato mi ha svegliata alle 9 del mattino?!? Ma io me ne torno subito a letto!> Così feci, ma con scarsi risultati. Alle 11 ero già lavata e vestita, avevo fatto colazione e mi guardavo intorno senza sapere cosa fare, così mi sedetti sul divano e mi misi a leggere un libro che, purtroppo, parlava di vampiri, così dovetti abbandonare subito l'attività, visto che non facevo altro che pensare a Jean-Claude. Girai come un fantasma per tutta casa, guardai dei film che non avrei mai guardato in altre circostanze, poi scoppiai *Se rimango qui un attimo ancora, impazzisco!* così presi la giacca, le chiavi dell'auto e uscii in fretta. Andai al centro commerciale di St. Louis, senza una meta ben precisa, però sapevo di non essere sola, ero seguita! Feci finta di niente e continuai il mio giro in tutta calma, finchè non sentii una voce famigliare alle mie spalle, così mi voltai di scatto e vidi la chioma bionda di Edward, alzai un sopracciglio un po' sospettosa <Adesso mi spieghi cosa ci fa uno come te al centro commerciale...> lui mi guardò divertito <Uno come me? Oh, ma così mi offendi! Non penserai che io sia un tipo che odia la folla accaldata e sudaticcia che si aggira per queste enormi stalle create dall'uomo?> scoppiai a ridere e mi sedetti su di una panchina lì accanto, lui fece qualche passo verso di me, subito mi feci seria e lo scrutai silenziosa, lui fece altrettanto, fermandosi di fronte a me. Era vestito completamente di nero, io avevo una maglia nera con la caricatura di un panda punk e dei jeans neri attillati dentro un paio di stivali alti, mi guardava dall'alto, cosa che mi dava parecchio fastidio, visto che non sono molto alta di mio (sono un metro e sessantatrè scarsi) <Perchè mi hai seguita?> rise <Seguita? Io sono semplicemente venuto a farmi un giro per il centro commerciale> lo fissai, arrabbiata <Tu mi hai seguita! Non sono stupida, i vampiri non possono attaccarmi di giorno!> mi scrutò <Non hai le prove che ti abbia seguita...A proposito, le rose nel tuo salotto sono da parte di Jean-Claude?> a quella domanda sgranai gli occhi <SEI ENTRATO IN CASA MIA! NON CI POSSO CREDERE! COME TI SEI PERMESSO?!!?> <Hey, la vuoi piantare di fare l'isterica? Non vorrai avere tutte le attenzioni delle persone su di te! Perchè, se così fosse, di certo soffriresti di manie di protagonismo!> alzai gli occhi al cielo, poi scattai in piedi e mi trovai a 3 centimetri da Edward, che si tirò immediatamente indietro guardando altrove, come se volesse evitare il mio sguardo. Ero furente <Come ti sei permesso?!> <Suvvia, Jasmine...Non penserai che io non voglia controllarti!> <Ma non capisco perchè!> <TU...Tu sei immischiata con i vampiri, e sei qui da poco più di una settimana! Il master è interessato a te! Non è mai stato interessato a nessuno, a parte Anita!> abbassai lo sguardo e sbuffai Questo non ti da il diritto di violare la mia privacy...> lo guardai offesa, lui sorrise <Ci vediamo, Jasmine...Stammi bene> mi diede una pacca sulla spalla e se ne andò. Una volta tornata a casa, telefonai ad Anita Pronto?> <Anita, ciao!> <Jasmine! Ciao, è successo qualcosa?> <Beh, a dire il vero, sono successe due o tre cosette, cosette di cui vorrei fossi informata...> <Dimmi tutto> <Beh, tanto per iniziare, Jean-Claude mi ha mandato una dozzina di rose bianche con un biglietto di scuse.> <Interessante...Credo tu gli piaccia...La cosa NON è positiva...> <Non so perchè, ma ci avrei scommesso...> <Che altro è successo?> <Edward è entrato a casa mia mentre non c'ero!> <Oh, tranquilla, lo fa sempre! Quando si mette in testa di controllare una persona, è la prima cosa che fa!> <Mmmm...Rassicurante! Mi ha pure seguita al centro commerciale...> <COSA? No, non ci credo!> <Te lo giuro> <Mmmm...Interessante, credo che chiamerò Edward! Oggi è il tuo giorno di riposo, vero?> <Si...> <Perfetto, pure il mio...Per domani abbiamo 5 appuntamenti. Stasera hai impegni?> <Anita, io non conosco nessuno qui, che impegni vuoi che abbia?> <Beh, ora li hai...Credo che dovremmo parlare sia con Edward che con Jean-Claude, che ne pensi?> L'idea di andare a trovare Jean-Claude al Guilty Pleasures non mi allettava proprio per niente, ma era anche vero che dovevamo chiarire la faccenda dei sogni e della dozzina di rose bianche <Ok, ci sto...> <Bene, ci vediamo alle 18.30 sotto casa mia, a stasera!> <Ok, ciao...> Bene, erano le 17.15, avevo poco più di un'ora per prepararmi, potevo farcela! Andai in camera e iniziai una lunghissima trafila di NO davanti tutti i miei abiti. Alla fine decisi per un abito nero lungo fino sotto il ginocchio, non troppo attillato, nè troppo largo. Mi feci una doccia veloce e mi truccai, un trucco molto leggero, giusto della matita e un lucidalabbra neutro, i capelli decisi di tenerli sciolti, lunghi fino la vita. Alle 18.20 ero sotto casa di Anita e la stavo aspettando, un CD dei Manic Street Preachers stava girando a volume basso, quando mi ritrovai Edward davanti l'auto, uscii di colpo e gli urlai contro <MA SEI PAZZO?!?! VOLEVI FARMI PRENDERE UN COLPO AL CUORE?!?!> lui era serio, nemmeno l'ombra di un sorriso sul volto <Hai fatto la spia ad Anita, potrei torturarti per questo!> Lo guardai con fare di sfida <Sopporto bene il dolore, torturami pure fino alla pazzia!> <Io non lo provocherei, sarebbe capace di farlo!> Anita era arrivata, ero talmente presa da Edward, che non me ne accorsi. Lei si avvicinò a Edward <Non la tortureresti mai...> lui la guardò incazzato nero. Cinque minuti dopo eravamo nell'auto di Anita, stavamo andando a cena in un locale di cui non sapevo il nome, io ero seduta dietro, Edward mi scrutava dallo specchietto retrovisore, io ricambiato lo sguardo. Una volta arrivati scesi in fretta dall'auto, ero un fascio di nervi e, a quanto pareva, lo era anche Edward. Ordinai una costoletta d'agnello con contorno di patate al forno, Edward una pizza margherita e Anita le lasagne. Non vedevo l'ora che quell'appuntamento finisse, Edward mi fulminava ad ogni morso che dava alla pizza, avevo il sospetto che immaginasse che ogni boccone fosse la mia testa! Finii in fretta la mia portata, così come anche Edward e Anita. <Bene, siamo qui riuniti per parlare di qualcosina, vero?> la guardai implorante, se avesse innervosito Edward, quello mi avrebbe uccisa in un secondo <G-Già...> <Anita, tu mi conosci! Sai che lo avrei fatto con chiunque...Devo controllarla! Lei non è te, potrebbe anche passare dalla parte dei vampiri...> <E allora? Anche se ci passassi? Cosa faresti? Mi pianteresti una pallottola nel petto?> mi guardò serio <Se ce ne fosse bisogno, sì!> abbassai lo sguardo sul piatto vuoto presa dal panico <Orsù, Edward. Sappiamo benissimo che non è per quel motivo, tu non vuoi che le succeda qualcosa!> <Tu sei andata del tutto, Anita!> si alzò e si diresse alla cassa, pagò e uscì senza nemmeno degnarci di uno sguardo, io guardai Anita <Non abbiamo concluso niente> <Oh, più di quanto tu pensi...Non ammetterà mai che è quello il motivo...> ci alzammo dal tavolo, quando andammo per pagare, scoprimmo che Edward aveva già pagato per tutti e tre. Ci avviammo verso il distretto <Anita, ho paura di guardarlo negli occhi...> <Infatti non devi! Potrebbe esercitare il suo potere illusorio su di te...Devi assolutamente evitare il suo sguardo.> annuii. Arrivate al locale esitai ad entrare. Anita dovette lasciare il crocifisso e tutti gli oggetti d'argento alla cassa, stessa cosa io, una ragazza bionda e altissima ci accompagnò all'ufficio di Jean-Claude, che ci stava aspettando solo, cosa di cui fui grata. Era vestito con una larga camicia aperta sul collo, con larghe maniche con polsini chiusi da tre bottoni, infilata dento dei jeans neri attillati e un paio di stivali di pelle neri. <Ma petite, benvenuta! Che piacere, ma chérie!> abbassai immediatamente lo sguardo, anche se la sua voce mi entrò nel corpo, dandomi l'idea di essere coccolata da una melodia invisibile <Ciao, Jean-Claude> Ci fece accomodare su un divano di pelle nera molto comodo. Anita andò subito al sodo <Jean-Claude, ho lasciato detto di avvertirti del perchè della nostra visita, ti hanno informato?> <Oui, ma petite, mi hanno informato e, devo dire che mi ha alquanto sorpreso il motivo> mi guardò, i suoi occhi blu come una notte senza luna mi facevano rabbrividire <Ti...Ti ringrazio per le rose, Jean-Claude, ma non c'era bisogno di quel gesto...> Anita mi guardò, poi tornò verso Jean-Claude <Vorrei sapere che cosa vuoi da lei, sai bene che non è allenata a trattare con dei vampiri...Spero che tu non voglia farne una serva umana!> Jean-Claude la scrutò <No, ma petite...Non senza il suo permesso, ho imparato con te che, se vuoi una cosa, non puoi prendertela e basta...> <Infatti, quindi stai abbandonando l'idea di fare di me la tua serva umana?> il vampiro le sorrise, avrei voluto che quel sorriso fosse rivolto a me *Ma che diavolo dici? Non vorrai veramente diventare la serva di un vampiro?!?* Jean-Claude rise, una risata cristallina, in cui mi sarei avvolta volentieri <Oh, ma chérie! Non c'è bisogno che tu tenga i tuoi pensieri per te, io posso saperli in ogni caso> <Che stronzo> <Ma petite! Che linguaggio!> <Oh, facciamola finita, Jean-Claude! Che cosa vuoi da Jasmine?> <Conoscerla...>
Sospirato Da TheDeadQueen
Il mercoledì, 24 ottobre 2007
Alle 00:25
||commenti (2)||
Histories Written With Blood Of Corpses
Ero una normalissima ragazza di Des Moines. Un giorno, però, mi trasferii a St. Louis per svolgere il lavoro di risvegliante, lì iniziò la mia nuova vita... Una vita che non potete nemmeno immaginare!
Spero vi piaccia la mia storia *inchino*
Jasmine Beckinsale
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rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna
periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della
legge n. 62 del 7.03.2001

†Sinfonie Che Guidano La Mia Mano†
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†Omaggio Al Mio Amore†
"Benvenuti al Guilty Pleasures", salutò Jean-Claude dall'oscurità. "Siamo qui per servirvi, per realizzare le vostre fantasie più perverse."
La sua voce pareva un sussurro di seta nel cuore della notte. Era dannatamente bravo.
"Vi siete mai chiesti quale sensazione vi darebbe il mio respiro sulla vostra pelle? Il collo accarezzato prima dalle mie labbra morbide, e poi dalle zanne dure... La trafittura dolorosa e inebriante del morso... Il vostro cuore che batte freneticamente contro il mio petto... Il vostro sangue che fluisce nelle mie vene... E come sarebbe condividere la vostra mente con me, donarmi la vita, sapendo che io non posso vivere senza di voi, senza tutti voi..."
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